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Le strade di Giulia

  • Immagine del redattore: Studio Legale Missimi
    Studio Legale Missimi
  • 29 giu
  • Tempo di lettura: 2 min

L'estate della responsabilità, della prudenza, della vita.

Il 28 giugno, a Torre Faro, una ragazza di appena sedici anni, Giulia, ha perso la vita in un tragico incidente stradale. Una tragedia che ha sconvolto una famiglia, un'intera comunità e tutti coloro che credono che nessun giovane debba morire su una strada.



Per questo vogliamo che questa non sia un'estate come le altre.

Mi piace chiamarla "Le strade di Giulia". Non è un titolo. È un impegno.

Da oggi immaginiamo che, ogni volta che saliamo su un mezzo, su ogni strada ci sia ancora Giulia. Che stia attraversando, che sia sul marciapiede, che sia davanti a noi. E che la sua presenza ci ricordi di rallentare, di essere prudenti, di rinunciare a quel gesto che può sembrare spettacolare ma che può trasformarsi in tragedia.

Niente impennate.

Niente sorpassi azzardati.

Niente velocità eccessiva.

Niente sfide.

Nientre fretta.

Mai mettere a rischio la vita degli altri e la propria, soprattutto in prossimità di pedoni, incroci, piazze, luoghi affollati e punti pericolosi.

Ogni scelta fatta con prudenza è una vita che può essere salvata.

Ogni volta che rinunciamo a un gesto imprudente, scegliamo la responsabilità.

Le strade non devono più essere luoghi di morte, soprattutto per i più giovani.

Giulia non può tornare tra noi. Ma il suo ricordo può ancora salvarci.

Può diventare il volto della prudenza, il simbolo di una nuova cultura della sicurezza stradale, l'angelo che ci ricorda che arrivare cinque minuti dopo vale infinitamente di più che non arrivare mai.

Facciamo in modo che questa estate sia ricordata come l'estate delle Strade di Giulia.

Che ogni ragazzo, ogni genitore, ogni automobilista e ogni motociclista porti con sé questo pensiero. Perché la strada non è una pista. Perché nessuna emozione, nessuna imprudenza, vale una vita. Perché ogni vita salvata sarà il modo più bello per continuare a ricordare Giulia.

Chiedo scusa, stavolta non parlo di diritto ma sentivo di esprimere questo intento.

 
 
 

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